La Roma arriva allo Stadium con il passo corto e l’attacco smussato, e contro la Juventus paga ancora una volta il conto di una sterilità offensiva che ormai non può più essere liquidata come un incidente di percorso.
La Roma arriva allo Stadium con l’attacco smussato
I giallorossi reggono l’urto, si difendono con ordine, ma quando c’è da colpire mancano peso, cattiveria e soprattutto un riferimento credibile davanti. La Juve costruisce di meno, ma le poche occasioni nitide le realizza e alla fine porta a casa una vittoria che fotografa fedelmente quanto visto in campo.
Alla ricerca di una punta
La Roma, invece, resta sospesa in una terra di mezzo: compatta ma innocua, ordinata ma poco incisiva. Il problema è sempre lo stesso e diventa ogni settimana più evidente: senza punte in grado di spostare gli equilibri, la manovra si spegne negli ultimi venti metri e il possesso resta un esercizio sterile. A Torino si è visto un gruppo che prova a seguire un’idea, ma che fatica terribilmente a trasformarla in pericolo reale.
La Roma arriva allo Stadium con l’attacco smussato
Nel dopo partita l’allenatore difende la squadra e sceglie la linea della fiducia. “La prestazione è stata molto positiva – spiega – abbiamo una base solida su cui costruire il futuro”. Parole che raccontano la volontà di guardare oltre il risultato, di leggere la sconfitta come una tappa e non come una condanna. Ma la pazienza, soprattutto in una piazza come Roma, non è infinita. Più severo, invece, il giudizio su Ferguson. La sua esclusione dall’inizio non è casuale: “Non mi convince ancora molto nell’atteggiamento”, ammette il tecnico, sottolineando come in rosa ci siano giocatori di qualità superiore.
Non punge
Il messaggio è chiaro e va oltre il singolo: alcuni nuovi acquisti non hanno ancora compreso fino in fondo cosa significhi indossare questa maglia, entrare nello spirito della Roma, reggere il peso delle aspettative.La sconfitta di Torino lascia dunque una doppia eredità. Da un lato la consapevolezza di una struttura che regge, dall’altro l’urgenza di intervenire davanti. Perché senza gol, anche le basi più solide rischiano di restare solo promesse.
