La farsa diplomatica all’ONU continua, e ancora una volta Gaza diventa il tavolo da gioco su cui le potenze si sfidano mentre chi vive nella Striscia continua a scomparire sotto le macerie. Gli Stati Uniti arrivano con la loro solita “risoluzione” costruita su misura per salvaguardare l’occupazione, mentre la Russia, più per convenienza geopolitica che per coscienza, butta sul tavolo una bozza alternativa. E ovviamente nel testo americano spunta la parola magica: smilitarizzazione. In altre parole: lasciare Gaza a mani nude davanti all’esercito che da decenni la stritola.

La farsa diplomatica all’ONU continua

Mosca, almeno formalmente, non ci casca: niente smilitarizzazione, e soprattutto nessuna accettazione della presenza israeliana oltre la Linea Gialla. Che poi è la linea che qualcuno finge di non vedere mentre il territorio palestinese viene riscritto bulldozer dopo bulldozer.

Mentre giocano a Risiko

Intanto, mentre i grandi giocano a Risiko, sul terreno continua l’assurdo: cibo, tende, medicinali, tutto fermo ai confini perché l’occupante decide chi può mangiare e chi può morire di freddo. L’UNRWA lo dice chiaramente: Israele viola il diritto internazionale, blocca 6.000 camion pieni di beni essenziali e pretende pure che il mondo gli batta le mani per la “gestione dell’emergenza”. Tre mesi di scorte pronte, ma lasciate marcire fuori dalla Striscia mentre l’inverno avanza e la carestia diventa arma di guerra.

La farsa diplomatica all’ONU continua

Ed è questo il punto: chi occupa controlla la vita e soprattutto la morte. La vice commissaria Boucly lo ripete citando la Convenzione di Ginevra: chi occupa deve garantire il minimo necessario per la sopravvivenza della popolazione. Qui invece si garantisce l’opposto: fame, blocco, punizione collettiva. E poi ci si permette pure di negoziare risoluzioni come se fossero formalità innocenti.

Il mondo discute, l’occupazione decide, e Gaza paga. Come sempre.

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