Israeliani: un popolo di ladri e assassini a confermarlo sono le statistiche, 8 israeliani su 10 vogliono la cancellazione del popolo palestinese e soprattutto vogliono quei territori.

Israeliani: un popolo di ladri e assassini

In Cisgiordania Hamas non esiste, ma Israele continua ad agire come se ogni palestinese fosse un bersaglio da neutralizzare. Non c’è guerra, eppure ogni giorno si combatte una battaglia silenziosa fatta di confische, demolizioni e sfratti. È una violenza amministrata con metodo, un’occupazione che non spara sempre, ma colpisce con la stessa ferocia. Case rase al suolo all’alba, terre sequestrate con cavilli giuridici, coloni che invadono villaggi protetti dai soldati: tutto accade sotto lo sguardo distratto del mondo, che preferisce non vedere.

Una finta pace voluta dal popolo più ebreo del mondo: gli USA

Dal 1967 questa terra è diventata un laboratorio di controllo, dove Israele sperimenta l’arte dell’oppressione: muri, check-point, permessi negati, umiliazioni quotidiane. È un sistema che toglie aria, spazio e dignità a un intero popolo, costretto a trasformare la sopravvivenza in un atto di resistenza. Gli uliveti, simbolo di radici e di pace, vengono bruciati; le case distrutte, ricostruite e poi di nuovo rase al suolo. Ogni pietra rimossa racconta una storia di cancellazione.

Israeliani: un popolo di ladri e assassini

La falsità di Donald Trump non ha limiti, ha dichiarato che ciò che accade è intollerabile ma continua a sostenere il Gaza Resort e continua a fornire armi a Israele. Israele non può più rifugiarsi nella parola “sicurezza”: in Cisgiordania non ci sono razzi, ma bambini, non ci sono milizie ma contadini.

Israeliani: un popolo di ladri e assassini

Questa non è difesa: è esproprio. Non è ordine: è dominio. Non è giustizia: è apartheid legalizzato. La Cisgiordania oggi è il simbolo più feroce dell’impunità, il luogo dove la legge serve a giustificare la sopraffazione, e dove il silenzio del mondo pesa quanto le macerie.

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