Il suicidio politico di Giorgia passa attraverso il suo servilismo a Trump e Netanyahu. La frase attribuita a Donald Trump — “Meloni? Cerca sempre di aiutare, è mia amica” — suona quasi come un epitaffio politico per Giorgia Meloni. Non una medaglia diplomatica, ma una specie di timbro sulla fronte: utile, disponibile, affidabile… purché obbedisca. Ed è qui che nasce il paradosso. Un presidente del Consiglio di un paese come l’Italia dovrebbe rivendicare autonomia, dignità internazionale, capacità di rappresentare gli interessi nazionali.
Il suicidio politico di Giorgia…
Invece l’immagine che si consolida all’estero è quella della leader che annuisce, che si mette sull’attenti, che cerca l’approvazione del potente di turno. Quando la politica estera diventa una gara a chi è più fedele a Donald Trump o al governo di Benjamin Netanyahu, il rischio è che l’Italia smetta di apparire come un paese sovrano e inizi a sembrare un comprimario in una sceneggiatura scritta altrove.
La frase di Trump
E così la frase di Trump diventa quasi involontariamente ironica: non “Meloni guida l’Italia”, ma “Meloni cerca sempre di aiutare”. Aiutare chi? Non certo i lavoratori italiani, che continuano a fare i conti con salari fermi. Non certo la diplomazia europea, che avrebbe bisogno di equilibrio e credibilità. Ma piuttosto gli equilibri geopolitici di Washington e Tel Aviv. Nel frattempo, mentre il governo italiano continua a ripetere formule diplomatiche prudenti sulla tragedia in Gaza Strip, nel resto del mondo cresce la percezione che Roma abbia scelto da che parte stare senza troppe esitazioni. Non come mediatrice, ma come alleata disciplinata.
Il suicidio politico di Giorgia…
E allora la battuta circola sempre più spesso:
l’Italia non ha più una politica estera… ha un servizio clienti.
Premi 1: Casa Bianca.
Premi 2: governo israeliano.
Premi 3: foto opportunity con l’alleato di turno e quando il complimento più famoso che ricevi sulla scena internazionale è “è mia amica”, detto da Donald Trump, forse più che una consacrazione diplomatica sembra la chiusura di un sipario. Con tanto di risata finale. E non proprio di quelle orgogliose.
