Il governo guidato da Giorgia Meloni è quello che, negli ultimi dieci anni, ha aumentato di più la pressione fiscale. È successo in modo poco visibile, ma concreto: anche con la nuova legge di bilancio la pressione fiscale resterà ai livelli più alti dell’ultimo decennio.

Il governo delle tasse

Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia avevano promesso di ridurre le tasse, e continuano a sostenere di esserci riusciti. I dati, però, raccontano un’altra storia. Dal 2023 il carico fiscale è cresciuto in modo significativo e la legge di bilancio appena presentata in Parlamento – che dovrà essere approvata entro fine anno – contribuirà a mantenerlo elevato.

La pressione fiscale?

Per il 2025 il governo prevede una pressione fiscale al 42,8% del PIL, in aumento rispetto al 42,5% del 2024 e destinata a restare stabile anche nel 2026. Si tratta del valore più alto dal 2015. Secondo le stime dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, la pressione fiscale salirà ancora al 42,9% nel 2027, per poi calare lievemente al 42,7% nel 2028.

Il governo delle tasse

L’Italia ha da sempre una pressione fiscale tra le più elevate d’Europa: serve a finanziare un sistema di welfare generoso, soprattutto per pensioni e sanità. Non è necessariamente un male o un bene in sé, ma è una caratteristica strutturale dell’economia italiana. Tuttavia, analizzarne l’andamento nel tempo aiuta a capire le scelte dei vari governi.

Come si calcola?

La pressione fiscale si calcola sommando le imposte dirette (come l’IRPEF), quelle indirette (come l’IVA), le imposte in conto capitale (come quelle di successione) e i contributi sociali (per pensioni e congedi). Sono escluse alcune voci minori, come le “altre entrate” o le “entrate in conto capitale non tributarie”.

Il governo delle tasse

Se si osservano i dati, dal momento in cui il governo Meloni è entrato in carica – ottobre 2022 – le entrate totali e la pressione fiscale sono aumentate rispettivamente di 1 e 1,3 punti percentuali di PIL. In valore assoluto si tratta di circa 28 miliardi e 22 miliardi di euro in più.

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Nel secondo trimestre del 2025, gli indicatori hanno toccato i massimi dell’ultimo decennio: le entrate totali al 47,6% del PIL e la pressione fiscale al 42,8%. Sono livelli simili a quelli del governo Monti, nato nel 2011 per risanare i conti pubblici in piena crisi economica e poi diventato simbolo delle politiche di austerità.

In pratica, oggi quasi la metà di ciò che produce l’economia italiana finisce nelle casse dello Stato. Meditate gente meditate…

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