Vi serviamo il giorno dell’ipocrisia suprema! Commemorano i morti di ieri mentre giustificano i morti di oggi. Celebrano il “mai più” mentre accettano, difendono, coprono ciò che viene inflitto ai palestinesi. Usano l’orrore del passato come lasciapassare morale per l’orrore presente. Lo brandiscono come un’arma, come un ricatto etico: chi osa parlare viene subito scomunicato.
Il Giorno dell’Ipocrisia
Questa non è memoria, è manipolazione.
Non è ricordo è propaganda. Non è rispetto per le vittime è sfruttamento politico dei cadaveri. La memoria vera non assolve, non seleziona, non obbedisce… accusa tutti. Anche chi oggi si nasconde dietro le cerimonie, le corone di fiori e le parole rituali. Che piaccia o no, questa è la realtà.
Falsari!
La realtà, quando viene guardata in faccia, smaschera i complici. Lo chiamano Giorno della Memoria. In realtà è il giorno della memoria addomesticata, sterilizzata, resa innocua. Un rito vuoto, una liturgia di Stato buona per lavare coscienze e legittimare silenzi. La memoria vera fa paura, e quindi viene amputata. Hanno deciso chi merita di essere ricordato e chi no. Hanno trasformato il ricordo in un recinto, con un cartello all’ingresso: “accesso riservato”.
Il Giorno dell’Ipocrisia
Palestinesi? Comparse, cristiani? oppositori politici, omosessuali, disabili? Note a piè di pagina. Esistenze sacrificate sull’altare di una narrazione comoda, perché la memoria universale disturba, quella selettiva invece serve al potere. Tacciono sui trenta milioni di sovietici massacrati, perché quella verità non è spendibile. Dimenticano che furono i soldati dell’Armata Rossa ad aprire i cancelli dei campi, perché non rientra nel copione dei vincitori permanenti. Meglio la favola, meglio il cinema, meglio la storia riscritta per non dover ringraziare chi oggi non conviene.
