È ora di chiamare le cose con il loro nome: rivolta! C’è qualcosa di profondamente malato in questo mondo. Non è soltanto la guerra. Non è soltanto la fame. Non è soltanto il sangue che cola silenziosamente nei corridoi della politica internazionale mentre i telegiornali sorridono e le borse brindano.
È ora di chiamare le cose con il loro nome: rivolta!
No! Il vero orrore è che il male è diventato pedagogia. Sistema educativo, metodo di governo, filosofia industriale. Ci educano al servilismo fin da bambini. Ti insegnano a competere prima ancora di comprendere chi sei. Ti convincono che il successo coincida con il dominio, che il denaro equivalga all’intelligenza, che il cinismo sia maturità.
Generazioni servili
Così crescono generazioni addestrate a obbedire ai peggiori. Presidenti che parlano di pace mentre vendono morte. Mafiosi in giacca e cravatta che non sparano più nei vicoli, ma firmano contratti dentro consigli d’amministrazione. Manager che licenziano migliaia di persone e vengono chiamati “visionari”. Politici che svendono popoli interi alle lobby e poi si presentano in televisione con la faccia lucida dell’uomo rispettabile. Affaristi oscuri, mercanti dell’anima, sacerdoti del profitto.
È ora di chiamare le cose con il loro nome: rivolta!
Il problema non è soltanto che esistano. Il problema è che vengono imitati, celebrati, difesi… persino amati. Viviamo dentro una civiltà che premia la crudeltà e deride la coscienza. Una società dove chi ruba miliardi viene chiamato stratega e chi urla verità viene trattato da folle. Hanno trasformato l’umanità in una platea stanca, impaurita, divisa.
Ci vogliono soli e senza palle… servi
Ci vogliono soli perché un uomo solo è fragile. Ci vogliono confusi perché una mente confusa non si ribella. Ci vogliono schiavi del consumo, dell’algoritmo, del mutuo, della paura sociale. Ma c’è una crepa nel loro sistema. Una crepa enorme. Siamo quasi otto miliardi… otto miliardi di esseri umani contro una minoranza di predatori travestiti da classe dirigente. Otto miliardi di coscienze che potrebbero fermare tutto in un istante. Perché il loro potere non nasce dalla forza: nasce dalla nostra rassegnazione. Il giorno in cui gli uomini comuni smetteranno di inginocchiarsi davanti ai simulacri del potere, i troni cadranno come cartone bagnato.
Rivoluzione!
La vera rivoluzione non è bruciare una città. È smettere di adorare i carnefici. È togliere legittimità morale ai manipolatori. È rifiutare l’educazione del male. Non possiamo lasciarli comandare ancora. Non dopo tutto questo silenzio. Non dopo tutto questo degrado umano. Non dopo aver visto il mondo trasformarsi in un mercato di coscienze svendute. La rivolta più potente comincia da una parola semplice, antica, pericolosa: basta!
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