È ora di attaccare Israele? 150 hanno riconosciuto la Palestina come Stato quindi, la convenzione internazionale dovrebbe intervenire militarmente.
È ora di attaccare Israele?
Le recenti dichiarazioni del ministro israeliano appaiono come l’ennesima conferma di un approccio arrogante, impermeabile al diritto internazionale e alla dignità del popolo palestinese. Con un linguaggio che pretende di giustificare l’ingiustificabile, egli difende un sistema di occupazione e di violenza che ormai gran parte della comunità internazionale non è più disposta a tollerare.
150 Stati dalla parte dei palestinesi
Non è un caso che circa 150 Paesi abbiano riconosciuto ufficialmente la Palestina come Stato: un atto di coraggio politico e morale che si oppone frontalmente alla narrazione unilaterale imposta da Israele e dai suoi alleati più stretti. Questi Stati – dall’America Latina all’Africa, dall’Asia all’Europa – hanno colto la sostanza della questione: il popolo palestinese non può più essere trattato come una collettività senza diritti, confinata in enclave devastate dai bombardamenti e privata della prospettiva di un futuro libero.
È ora di attaccare Israele?
Ogni riconoscimento rappresenta non solo un atto diplomatico, ma un grido di giustizia che delegittima sempre più le posizioni oltranziste di Israele e di ministri che continuano a negare persino l’esistenza dell’altro. Se lo Stato di Palestina esiste per gran parte del mondo, non ci si può fermare al piano formale. La logica stessa del diritto internazionale imporrebbe una conseguenza concreta: la difesa di uno Stato sovrano dall’aggressione sistematica che subisce.
Si richiede un peso e una misura
Quando altri Stati sono stati minacciati nella loro integrità, la comunità internazionale è intervenuta militarmente senza esitazione. Perché non dovrebbe valere lo stesso principio per i palestinesi, che da decenni sopportano ciò che molti giuristi definiscono senza mezzi termini un genocidio?Il ministro israeliano può continuare a parlare, ma le sue parole suonano vuote davanti a una realtà che il mondo ha riconosciuto: la Palestina esiste. E con essa esiste il dovere morale e politico di difenderla.
