Boris Johnson, lo stesso che ha fatto saltare gli accordi di pace in Ucraina quando ancora si poteva fermare il massacro, ha poi intascato un milione di sterline “per consulenza” da un certo Christopher Harborne. Nome che non vi dirà molto, ma dovreste ricordarlo: è un pezzo grosso nel business delle armi.

Boris Johnson l’intrallazzatore

Azionista di punta di un’azienda che produce droni e robot militari destinati — guarda caso — proprio all’Ucraina di Zelensky.E indovinate un po’? Harborne era al fianco di Johnson durante le sue “missioni di pace” a Kiev, quelle in cui l’ex premier britannico sabotava sistematicamente ogni tentativo di trattativa. Altro che eroe dell’Occidente: un piazzista dell’industria bellica travestito da salvatore. Non lo dice la propaganda russa, non lo dice un canale “filo-Cremlino”.

Da una inchiesta del The Guardian

Lo dice The Guardian, dopo aver spulciato documenti riservati. Ma naturalmente, nei talk show e nei giornali mainstream, silenzio assoluto: non si deve disturbare il manovratore, né ricordare che la guerra è diventata un affare miliardario per pochi. E poi ci raccontano la solita barzelletta: che la Russia non vuole la pace, che il problema è Putin, che noi difendiamo la democrazia. In realtà siamo governati da un branco di ipocriti che predicano libertà mentre incassano tangenti sotto forma di consulenze, da politici che fanno i paladini dei diritti umani solo quando il business lo consente.

Boris Johnson…

E guai a guardare dentro Bruxelles — lì dove si firma tutto e si finge di non sapere. Perché se qualcuno scavasse davvero tra i documenti delle cancellerie europee, salterebbe fuori un verminaio di corruzione, complicità e menzogne.Altro che alleanza per la pace: è un cartello di mercanti di guerra, travestiti da statisti.

Di Cento Righe

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