Altri 6 giornalisti morti, altri sei di noi uccisi da Israele. Ma la stampa di regime si sveglia ora e dovrebbe ricordarsi degli altri 350 circa… non riusciamo più a tenere il conto. Ma molti di noi, soprattutto freelance, continuiamo a gridare questo scempio.

Altri 6 di noi

Si sveglia ora la stampa televisiva, probabilmente dopo che qualcuno del governo ha cominciato a rendersi conto che Netanyahu è un criminale e che i soldi per corrompere o controllare la stampa diventano sangue marcio. Sotto il cielo ormai color sangue di Gaza, penne e macchine fotografiche sono cadute insieme ai corpi che le stringevano.

Altri 6 giornalisti morti

Giornalisti che cercavano la verità, ora silenziosi nella polvere, colpiti mentre documentavano la sofferenza di un popolo. Ogni scatto, ogni riga scritta, era una sfida all’oscurità. In Europa, troppe redazioni hanno taciuto, soffocate da calcoli politici e paure di rappresaglie mediatiche. I loro nomi, spesso ignorati, gridano ancora tra le macerie, chiedendo giustizia. Non erano soldati ma testimoni. E oggi il mondo perde non solo vite, ma pagine di storia che non saranno mai più raccontate.

La corte penale dell’Aia si deve svegliare

Hanno ucciso amici miei, colleghi, alcuni giornalisticamente cresciuti da me. Hanno ucciso con il benestare del governo italiano, della stampa corrotta, editori comprati, persone che volevano raccontare la verità, bene, molti l’hanno raccontata: é un genocidio, una pulizia etnica e l’Aia deve svegliarsi, la polizia mondiale deve svegliarsi. Dove sono tutti i ben pensanti di Stato che combattono per la falsa legalità… è ora di far fuori Netanyahu è ora di bloccare questo scempio.

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